Fra gli stratagemmi più impiegati: da non perdere!
I 36 stratagemmi - Uccidere con un pugnale preso in prestito

Post rivisto il 5 marzo 2025
Lo stratagemma che sto per presentarti è tratto dal libro I 36 stratagemmi, capolavoro del pensiero cinese che può interessare chiunque sia coinvolto in situazioni di conflitto: in azienda, in politica, nel business e nella vita privata.
Spiegazione dello stratagemma
L’idea consiste nel recare danno al nemico attraverso una terza parte.
Lo stratagemma si realizza limitando le risorse impiegate per prevalere sull’avversario senza esporsi, contenendo i rischi; in sostanza, si agisce per nuocere a qualcuno in modo indiretto, senza entrare in gioco direttamente.
Secondo l’interpretazione classica, l’avversario è ben individuato ma non è chiaro se quest’ultimo possa realmente contare su quello che ritiene un alleato: allora è consigliabile indurre l’alleato stesso, o presunto tale, a mettere fuori gioco il nemico senza impiegare le proprie forze.
Lo stratagemma viene utilizzato quando ci si trova in una situazione in cui l’uso della propria forza non è conveniente, inducendo un terzo ad attaccare attraverso l’inganno o addirittura usando la forza dell’avversario stesso per colpirlo.
La traduzione letterale è la seguente:
Prendere in prestito un coltello per uccidere un uomo.
Uccidere con il coltello di un altro.
Lo stratagemma può essere impiegato seguendo strategie diverse:
- eliminare un nemico per mano di altri (stratagemma del sicario), corrispondendo una ricompensa;
- in un conflitto, operare dietro le quinte per sostenere la parte che si oppone al nostro nemico, fornendo le risorse necessarie a prevalere;
- sconfiggere l’avversario impiegando le sue stesse armi.
Tipo di stratagemma secondo la classificazione originale
Lo stratagemma è fra quelli impiegati per ottenere una vittoria quando le circostanze sono già favorevoli o si è superiori al nemico, limitando le energie impiegate per prevalere.
Chi lo adotta non intende soltanto vincere, ma è determinato a capitalizzare tutti i vantaggi che la situazione gli consente, mettendo definitivamente fuori gioco l’avversario.
Fattori chiave nell’applicazione dello stratagemma
Le variabili chiave sono quattro:
- l’analisi dello scenario;
- la pazienza;
- la dissimulazione;
- la circolazione delle informazioni.
L’analisi dello scenario è fondamentale, poiché una valutazione errata circa la disponibilità di una terza parte a colpire per conto di altri potrebbe portare a scoprire lo stratagemma e a compromettere il risultato finale; inoltre, come vedremo fra poco, l’individuazione delle armi che l’avversario può usare contro se stesso può non essere agevole e/o immediata.
La dissimulazione delle proprie intenzioni è una variabile irrinunciabile dello stratagemma, poiché agli occhi del nemico deve essere evidente la nostra intenzione di non nuocere e la sorpresa risultare determinante.
Altro elemento fondamentale è la pazienza. Lo stratagemma può prevedere un lasso tempo fra la sua progettazione e la sua realizzazione, poiché la creazione delle condizioni affinché sia possibile attuarlo difficilmente sarà immediata; la circolazione delle informazioni e una lettura della situazione indotta dalla simulazione possono richiedere tempo, e la fretta di ottenere immediatamente risultati può risultare fatale.
Forse l’aspetto più critico nella realizzazione dello stratagemma risulta la circolazione delle informazioni, che deve essere attuata con accuratezza, in modo che l’avversario sia indotto ad acquisire la desiderata visione della realtà; saper far trapelare informazioni false percepite come veritiere e riservate è un’arte che può contribuire in modo determinante al successo dell’inganno.
Esempi storici di applicazione
Al tempo delle Primavere e Autunni (dal 722 a.C. al 481 a.C.) Huan, duca di Zheng, decise di attaccare lo Stato di Kuai per impadronirsene.
Prima di procedere con l’attacco, muovendo l’esercito alla volta di Kuai, Huan decise di indebolire le difese dell’avversario colpendolo nelle persone che avrebbero potuto generare una solida resistenza.
Il duca di Zheng raccolse informazioni circa i generali e i funzionari più abili, leali e valorosi e preparò un elenco con i loro nomi; quindi, con l’elenco nelle mani, dichiarò che dopo aver conquistato lo Stato di Kuai avrebbe concesso loro terre, ricchezze e cariche prestigiose.
Per rendere credibile la promessa, egli eresse fuori le mura di Kuai un altare imponente, alla base del quale seppellì l’elenco dei nomi e sacrificò animali per sugellare l’impegno preso.
Poiché le voci circolano molto velocemente e nell’esercito del duca di Zheng non mancavano le spie, la notizia raggiunse rapidamente il principe di Kuai, che ne fu molto turbato; egli temette che i suoi sudditi più valorosi potessero tradirlo e, in un impeto di rabbia, li fece prima imprigionare con l’accusa di tradimento e poi uccidere pubblicamente.
Ricevuta la notizia dell’accaduto, Huan attaccò Kuai e poté prevalere con un impiego limitato di risorse, grazie alla scarsa resistenza offerta.
Le applicazioni dello stratagemma sono numerose in ambito sia politico sia militare.
Un esempio interessante ci è offerto, durante la seconda guerra mondiale, dalla Germania Nazista nel corso dell’invasione della Norvegia.
I tedeschi avevano stretto forti legami con il partito filonazista, il “Nasjonal Samling”, fondato da Vidkun Quisling (ufficiale dell’esercito norvegese e politico). Quisling favorì nel 1940 l’invasione nazista, minando dall’interno la resistenza del suo paese, per essere poi nominato primo ministro nel 1942, dopo che i tedeschi erano saliti al potere; egli gestì un governo fantoccio fino al 1945 e appoggiò il massacro di ebrei durante l’Olocausto.
Il nome di Quisling è associato a uno dei periodi più tristi e bui della storia della Norvegia.
Terminata la guerra, Quisling fu dichiarato colpevole di omicidi, tradimento e appropriazione indebita; fu giustiziato il 24 ottobre 1945, a Oslo.
Esempi di applicazione moderna
Si tratta di uno stratagemma piuttosto impiegato in ambito organizzativo, nel business, in politica, in guerra e nel crimine organizzato; vediamo alcuni esempi.
Ambito organizzativo
È impiegato quando si intende attaccare qualcuno, limitarne l’azione o addirittura espellerlo dall’organizzazione senza assumere su di sé i rischi dell’azione.
Uno dei segnali dell’uso dello stratagemma è rappresentato dal tentativo di mettere una persona in cattiva luce fino a generare la convinzione, in chi detiene il potere, che la sua permanenza nuoccia all’interesse comune.
I “pugnali” impiegati sono diversi e di seguito ne presento alcuni.
La diffusione di informazioni che testimoniano la cattiva qualità delle prestazioni dello/a sventurato/a, adducendo come prove confidenze che ne testimonierebbero un atteggiamento poco edificante verso i capi o l’organizzazione intera; la scarsa tolleranza verso la critica, che spinge chi detiene posizioni di comando a rimuovere le fonti del dissenso, limitando il raggio d’azione del malcapitato o addirittura espellendolo.
I consulenti sono fra le persone alle quali spesso il pugnale viene messo nelle mani: a volte appositamente ingaggiati per sancire l’inutilità della persona o di un gruppo di persone (insomma, fare il lavoro sporco), in altri “tirati per la giacchetta” affinché facciano arrivare il messaggio desiderato a “chi di dovere”.
Molta attenzione allo stratagemma fanno i professionisti che si occupano di coaching, perché può accadere che l’organizzazione offra loro incarichi non orientati a migliorare le prestazioni dei colleghi ma finalizzati a suffragare la loro inutilità.
Diffuso anche l’impiego di società di head-hunting, ingaggiate per offrire opportunità professionali a persone di cui l’azienda intende liberarsi.
Criminalità organizzata
In questo caso l’impiego dello stratagemma è piuttosto diffuso e assume le vesti del cosiddetto stratagemma del sicario: una o più persone sono assoldate per portare a termine azioni criminose o esigere il pagamento del pizzo.
Il mandante ha cura di rimanere nell’ombra e minaccia chiunque posso tradire la segretezza del mandato che gli è stato affidato.
Conflitto armato
Abbiamo visto in precedenza due esempi di applicazione riferiti all’antica Cina e alla seconda guerra mondiale.
In linea generale lo stratagemma è impiegato nel sostenere una delle parti in conflitto per aiutarla a prevalere sulla seconda, che impersona il nemico che si intende eliminare.
Le forme di questo sostegno possono essere le più diverse: denaro, tecnologia, conoscenza, addestramento militare, spionaggio, ecc.
In politica
L’applicazione dello stratagemma in questo contesto ha connotati spesso simili a quelli visti nel caso del conflitto armato.
Tuttavia, mi fa piacere qui notare una interessante e raffinata applicazione dello stratagemma, non impiegata di frequente a causa della diffusa abitudine di osservare nell’avversario soltanto i comportamenti negativi ed evitando accuratamente di enfatizzare i risultati positivi.
Può accadere che le iniziative di Mario, esponente di spicco del partito A, siano pubblicamente apprezzate da uno o più leader del partito B; la circostanza, lungi dall’essere accolta con favore, genera solitamente negli aderenti al partito A scomodi interrogativi:
- per quale ragione i leader di B mostrano apprezzamento per Mario?
- esistono dei legami occulti fra Mario e i leader di B?
- che cosa sta tramando Mario, in tutta segretezza, magari ai danni di A?
Le risposte difficilmente si orientano nella direzione di un intelligente impiego dello stratagemma da parte di B e finiscono per insinuare nelle fila di A diffidenza, malumori e divisioni; in buona sostanza, se vuoi distruggere il tuo avversario abbraccialo.
Perché questo stratagemma non viene impiegato con frequenza?
Le ragioni sono principalmente due:
- lo stratagemma richiede nell’esprimere l’elogio una certa raffinatezza, purtroppo non comune fra i politici;
- inoltre, non sarebbe facilmente comprensibile agli occhi degli elettori, chi potrebbero cogliere solo l’aspetto, più immediato, dell’apprezzamento.
Nel business
Anche in questo caso gli esempi di applicazione sono numerosi e per questo limiterò l’analisi a quello a mio avviso più interessante e meno immediato: l’innovazione di prodotto, servizio e/o soluzione.
La competizione di mercato porta le aziende a prendere continuamente spunto dai prodotti immessi sul mercato dai concorrenti per alimentare il processo di innovazione e il proprio vantaggio competitivo, limitando le risorse investite dell’innovazione.
Ad esempio, i prodotti di telefonia mobile sono in continua evoluzione e le aziende immettono sistematicamente sul mercato strumenti in grado di esprimere prestazioni sempre più elevate in tutte le aree di impiego; ogni nuovo prodotto viene studiato accuratamente per individuare aree di miglioramento da superare per battere la concorrenza con il prossimo lancio.
Quello che accade in questi casi è un impiego sistematico della innovazione evolutiva per fini competitivi; i produttori limitano gli investimenti prendendo spunto da ciò che gli avversari hanno lanciato sul mercato: tutti, in definitiva, impiegano le armi dei competitor per vincere la guerra del mercato.
Possibili strategie per affrontare lo stratagemma
La complessità e la varietà di applicazione dello stratagemma rende piuttosto complessa di indicazione di strategie per fronteggiarne l’impiego da parte degli avversari; tuttavia, è possibile individuare alcuni punti essenziali.
Innanzitutto, è indispensabile adottare un atteggiamento che porti a un’analisi accurata delle situazioni che ci troviamo ad affrontare; non cadere preda delle emozioni e analizzare accuratamente le diverse opzioni a disposizione è essenziale per individuare chi possa colpire avvalendosi del pugnale altrui: e il suo mandante.
Per quanto riguarda l’ambito organizzativo, la difesa dallo stratagemma consiste nell’adottare una strategia preventiva; verificare periodicamente quale sia la percezione delle proprie prestazioni da parte dei capi (e non solo…) aiuterà a cogliere per tempo i segnali di pericolo e a identificare le contromisure più idonee.
Molta attenzione va fatta anche ai consulenti e ai coach ai quali l’organizzazione può fare ricorso; un’analisi accurata del loro curriculum e della storia personale dei professionisti dei quali l’azienda si avvale aiuterà a ridurre il rischio di essere vittima dello stratagemma.
Le domande che seguono potranno essere di aiuto nell’indagine:
- chi è il/la coach/consulente che l’azienda mi propone?
- qual è la sua storia?
- che cosa mi posso aspettare dal lavoro comune?
- conosco qualcuno che possa darmi informazioni su di lui/lei?
Per quanto riguarda l’applicazione dello stratagemma nell’ambito della gestione del business e dell’innovazione in particolare, gli attacchi dei concorrenti possono essere contenuti con una strategia di protezione legale della proprietà intellettuale; il deposito di marchi e brevetti e la protezione dei beni immateriali in genere aiuta e spuntare il pugnale altrui e a difendere il vantaggio competitivo.
Una riflessione finale
Che dire di questo stratagemma?
La mia simpatia non va a chi non prende su di sé la responsabilità delle proprie azioni: ma non sono Biancaneve e sono consapevole del fatto che “uccidere utilizzando il pugnale altrui” può in taluni casi costituire una buona difesa anche per chi predilige la correttezza e la trasparenza di azione.
Insomma, se l’impiego sistematico dello stratagemma è certo poco edificante, è comunque ottima cosa conoscerlo bene per affrontarlo con successo.
Oppure impiegarlo in casi estremi.
Ora, rifletti un momento alla tua storia personale:
- Hai mai impiegato lo stratagemma?
- Qualcuno ha mai usato il tuo pugnale per nuocere ad altri?
- Ti sei trovato a fronteggiare lo stratagemma?
Vai alla recensione del libro I 36 stratagemmi.